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COVID-19: la moda diventa più inaccessibile ai giovani designer

COVID-19: la moda diventa più inaccessibile ai giovani designer

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La pandemia da coronavirus ha sconvolto l’intero sistema economico e sociale, causando degli effetti del tutto imprevedibili in ogni ambito professionale. Se già prima della pandemia la moda era un mondo accessibile a pochi e non senza grandi sforzi e sacrifici, dopo questa tempesta lo è forse ancora di più.

Molti studenti di moda, giovani designer emergenti, sono stati pesantemente colpiti dalle conseguenze della pandemia. Alcuni hanno dovuto interrompere il loro programma di stage proprio agli inizi del lockdown. Altri ancora oggi non riescono a trovare un programma adatto a loro proprio a causa dell’incertezza ancora largamente diffusa nel settore. 

Di certo aiuti e agevolazioni non mancano. i-D Magazine, ad esempio, si è mobilitato per garantire un servizio educativo online in partnership con Arts Thread. Dazed si è unito a Gap e SHOWstudio ha collaborato con la CSM. 

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Cecilia Mari @gdfcsm ?

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Intanto Joy Campbell, il direttore delle partnership alla Graduate Fashion Foundation, ha sottolineato che il rischio è quello di non garantire un futuro anche alle classi creative future. A questo problema si unisce anche quello sempre più evidente riguardante gli interessi delle università. Come spiega Simon Ungless, direttore esecutivo dell’Academy of Art University ed ex designer presso Alexander McQueen, “Quattro anni e 120,000 dollari non sono destinati solamente a 40 secondi di sfilata. Penso che molte sfilate universitarie siano diventate uno strumento di marketing per l’università invece che dei trampolini di lancio per gli studenti”. 

A pesare ulteriormente sui giovani designer è la cancellazione di molti eventi dal vivo. Tali eventi servivano proprio a garantirgli visibilità e a stabilire un primo contatto con i big dell’industria.

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Why no one ever talks about what it takes to be financially stable as a freelancer in fashion? “I think that the main thing is to make sure that you have a second income. For the first two and a half years of being freelance, I was teaching on the side. Otherwise, I wouldn’t have been able to make enough money from just writing,” @buffalozine features editor and Vogue contributor @liamnhess shares with us. What does it take to establish yourself in the industry? How do you make connections and how do you make sure your invoices get paid? “In terms of money, you have to be aggressive and not be shy about it, that was the mistake that I would make in the beginning of my career,” Liam suggests. Head to our website to read more on how Liam Hess balances a career between independent press and Vogue and his advice on navigating the industry as a writer. ✏️ @pm.onufrowicz

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Il 29esimo programma della Graduate Fashion Week – che normalmente ospita circa 38 università britanniche e 40 istituti internazionali – è annullato. L’organizzazione si è però mobilitata a fornire la stessa visibilità ed educazione attraverso altri sistemi; alcune feautures per Grazia e Love Magazine, lezioni online con designer affermati, conferenze online, come quelle tenute dalla Sarabande Foundation, l’organizzazione fondata da Alexander McQueen. 

Alcuni studenti stanno approfittando del tempo a disposizione per iscriversi ad altri corsi per laureati. Ma sono in molti a non avere la disponibilità economica per frequentare. Ciò segna ulteriormente una differenza tra chi può e chi non può continuare a sostenere la propria educazione. 

Ci sono però altre voci nel coro, che si dichiarano positivi e che evidenziano il potenziale nascosto in questo periodo di incertezza generale. Andrew Groves, professore di Fashion Design all’Università di Westminster ha parlato a 1Granary dichiarandosi ottimista. “Siamo in contatto con studio di design a Parigi e New York che hanno offerto un colloquio ai nostri laureati. Quindi sono abbastanza fiducioso che otterranno presto un lavoro. L’industria si alimenta grazie all’energia e alle nuove idee dei laureati. Questo in realtà è momento molto positivo per i laureati della generazione che cambierà l’industria della moda in meglio. È da tempo che si aspetta un cambiamento.”

Crediti copertina: Artfund.org

 

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