David PD Hyde: conoscere le regole per poterle infrangere – intervista

The Voice of our World for Vogue.it | Silk dress Rejina Pyo

L’incontro di David PD Hyde con la fotografia può dirsi essere stato casuale, un repentino cambio di rotta attraverso il quale ha saputo comunque fare tesoro dei suoi passati studi accademici. La sua fotografia è un connubio singolare ma perfettamente funzionante di logica, teoria ed emotività. Essere creativi infatti, non significa solamente giocare con l’estro e andare oltre i limiti ma anche saper dosare gli equilibri e conoscere le regole del gioco. Quella di David sembra una mente capace di raggiungere le giuste proporzioni in ogni scatto, non pendendo mai troppo né da un lato, né da un altro. I suoi scatti presentano molto spesso volti, ritratti sinceri ed intimi che riescono ad uscire dalla rivista di moda ed entrare nel profondo.

The Voice of our World for Vogue.it

In questa web interview il fotografo fa una rassegna di alcuni dei suoi progetti più risonanti, rievoca il momento in cui ha compiuto i primi passi in questo mondo di flash e clic e dà qualche consiglio ad aspiranti fotografi di moda spronandoli a raggiungere una perfetta conoscenza delle regole così da avere un giorno la completa libertà di romperne alcune.

The Colour of Rainbows (Schon Magazine, Online)

1) I tuoi scatti rivelano un occhio attento per il settore fashion. Da dove nasce la tua passione per la fotografia e per la moda? Hai sempre pensato che un giorno saresti diventato un fotografo?

Quando ero più giovane pensavo che sarei diventato un fisico. Prima dell’università, le mie materie preferite erano tutte basate sulla scienza, come la matematica e la fisica. Poi le circostanze sono cambiate. C’è una parte di me che ha sempre amato sempre l’arte, ho studiato arte e tessuti al GCSE, anche se le materie in cui eccellevo erano tutte scientifiche. La moda ha sempre rappresentato un interesse nel subconscio. Mi piacciono i vestiti che rendono le donne belle. 

La mia passione per la fotografia si è sviluppata solo quando ho iniziato a frequentare la Photography Society mentre stavo studiando un corso di management all’università. Ho comprato la mia prima fotocamera DSLR. Mentre ero all’università, alcuni studenti mi chiedevano di scattare loro delle foto, a chiederlo erano per lo più donne. Questo mi ha dato la possibilità di sperimentare, imparare le tecniche di utilizzo di una fotocamera e come catturare la luce. 

Poi ho deciso di modificare l’indirizzo della mia laurea per studiare fotografia, in particolare l’aspetto più tecnico e teoretico della materia.

Sleepless Dreams (Vacant Magazine, Online)

2) I tuoi scatti per Vogue Italia sono davvero bellissimi. L’editoriale “The Voice of Our World” ha voluto puntare l’attenzione sulla moda sostenibile. Puoi dirci qualcosa in più su quest’idea? Quale pensi sia il ruolo della fotografia o dell’arte in generale nel trattare alcune questioni importanti? In che modo pensi che l’arte possa trasmettere il messaggio vincente?

Quest’idea è stata ispirata da un programma televisivo condotto da David Attenborough incentrato sulla natura e sugli attuali climi sulla terra. Ciò ha portato allo sviluppo di una serie di progetti riguardanti la moda sostenibile pubblicati su Vogue Italia Online e alla mia recente serie chiamata ‘Anthropocene’.  La fotografia può essere una lingua, le persone nei media possono dare un diverso punto di vista e di stile. 

Fondamentalmente, cerco sempre di catturare la bellezza del soggetto, poi aggiungo un altro strato di idee concettuali.  Penso che oggi i messaggi sono più importanti che mai, ed essi danno allo spettatore qualcosa in cui può riconoscersi, oltre che distinguersi dalle immagini sovra-saturate di internet.

Somewhere Over the Clouds (Sicky Magazine, Online)

3) C’è una particolare forma d’arte o un artista che ti ispirano particolarmente e influenzano il tuo lavoro?

Io sono appassionato di tutte le forme artistiche, alcuni dei miei artisti preferiti sono Henri Rousseau, Salvador Dalì e Wassily Kandinsky.

Who Will Sing of Him (Metal Magazine, Online)

4) Hai mai incontrato difficoltà nel ricreare sul set una scena che hai immaginato?

Sì, spesso il mio progetto ha coinvolto un team, e cerchiamo sempre di trovare una soluzione. Lavorare con persone che la pensano allo stesso modo aiuta molto ad ottenere un risultato positivo

Somewhere Over the Clouds (Sicky Magazine, Online)

5) Il tuo progetto “Beauty and Diversity” creato per The Impression Magazine raffigura una rara intimità anche solo con i volti ritratti nelle immagini. Cosa ti ha ispirato a creare qualcosa di così naturale e trasparente?

Questo progetto è stato ispirato da un movimento di diversità che si è fatto largo negli ultimi anni. C’è stata una parte della mia essenza che ho cercato di mantenere quando ho fatto il casting, cercando al contempo di fare qualcosa di un po’ diverso rispetto agli altri miei progetti.

Strangely Beautiful (Nasty Magazine, Online)

6) Il tuo progetto “Tears of Ocean” per Metal Magazine è stato davvero d’impatto ed è andato dritto al punto. Questo è un caso in cui la fotografia può davvero evocare forti emozioni e forse ispirare uno stile di vita migliore. Pensi che il potere di tali immagini potrebbe accendere una scintilla per il cambiamento? 

Sì. Una serie di fotografie è come un libro. Ogni persona ha la sua immaginazione e le sue interpretazioni. Quando il messaggio risuona, può sicuramente avere un impatto. 

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Sto notando che alcune grandi aziende cercano di essere più rispettose dell’ambiente con i prodotti e il packaging. Anche se la strada è ancora lunga stiamo andando nella giusta direzione.

Somewhere Over the Clouds (Sicky Magazine, Online)

7) Hai qualche consiglio da dare agli studenti che vogliono intraprendere una carriera nella fotografia di moda?

All’inizio cercate di fare tantissimi scatti di prova, in questo modo si può imparare dai propri errori e migliorare. Lasciate che l’aspetto tecnico diventi la vostra seconda natura, così quando potrete realizzare uno shooting solo vostro con le vostre idee, potrete concentrarvi di più sulla creatività.

Flora (Nicotine Magazine, Print)

8) Hai qualche progetto futuro in mente?

Si. Ogni volta che porto a termine un progetto penso subito al prossimo. A volte mi prendo una pausa per rinfrescare la mente e poi mi rimetto al lavoro.

Yes. When I finished a project, I always look out ideas for the next project. Sometimes I do take a little break from it to refresh my mind, then I always return.

words Ludovica Mucci

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