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Fall 2020 Couture Collection: Christian Dior

Fall 2020 Couture Collection: Christian Dior

La collezione Couture di Christian Dior è formata da 37 look bellissimi e sofisticati che, ancora una volta, rimangono fedeli all’estetica del brand e alla sua storia. Abiti e tailleurs disegnano la silhouette femminile stringendosi in vita e cadendo morbidi sui fianchi; le spalle sono ben strutturate, le maniche tubolari sono rigide e sartoriali. La mantella finale è un tripudio di stoffa nera mista, che crea un volume inusuale per la Maison francese. 

Al di là degli abiti da favola che Maria Grazia Chiuri si è dimostrata capace di creare, la presentazione e l’idea che ne è alla base sono un punto decisamente a favore per Christian Dior. La collezione è stata infatti presentata da un corto, realizzato dal regista italiano Matteo Garrone, che non solo è esteticamente ineccepibile ma anche coinvolgente, e lascia senz’altro con un sorriso. Tramite il corto poi, Dior illustra come si svolgerà, per il prossimo periodo, il lavoro di produzione e presentazione dell’atelier. 

Il mini film si intitola Le Mythe Dior ed è girato all’interno di un bosco quieto e incantato, in cui creature mitologiche come Sirene e Ninfe vivono, apparentemente ignare del fascino perturbante delle creazioni di alta moda. Due inviati speciali di Maison Dior sono incaricati di portare dei mini manichini vestiti con gli abiti Couture realizzati dall’atelier parigino: inutile dire che anche per le donne incantate della storia è impossibile resistere alla tentazione. Una volta scelto il loro modello, l’atelier si darà da fare per realizzarlo su misura, e infine recapitarlo “a domicilio” nell’incavo di un albero cavo o nei fondali azzurrognoli dei fiumi. 

In egual modo Maria Grazia Chiuri ha pensato di realizzare piccoli abiti da bambola, da recapitare a domicilio ai clienti perchè possano vederli, toccarli e, senz’ombra di dubbio, rimanerne incantati. Gli abiti finali saranno realizzati su ordinazione. Dopo tutto, chi può resistere al fascino di piccoli abiti in miniatura, meglio ancora se curati nei minimi dettagli e realizzati con i più pregiati filati. Non è certo la prima volta che la moda utilizza le bambole per creare e presentare le proprie creazioni. Succedeva con le poupées de mode nel diciassettesimo secolo ed è successo ancora nella Seconda Guerra Mondiale, episodio a cui la Chiuri si rifà espressamente in questa presentazione. I sarti francesi del periodo, impossibilitati a creare per mancanza di materie prime, avevano pensato di realizzare piccoli modelli da bambola. Il loro successo fu enorme tanto che, esposti per un certo periodo al Louvre, avevano permesso di raccogliere fondi destinati ai veterani di guerra di ritorno in patria. Sicuramente la Chiuri si è lasciata ispirare dal ruolo che, ancora una volta, la moda e le donne con lei hanno svolto nella salvaguardia e nel benessere della società. 

Cover image credits: Dior via Instagram

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