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FASHINNOVATION 2nd edition: in conversazione con YOLANCRIS

FASHINNOVATION 2nd edition: in conversazione con YOLANCRIS

Dal 5 all’8 giugno 2020, Fashinnovation ha tenuto la seconda edizione del  Worldwide Talks. L’evento è stato colmo di conversazioni stimolanti su alcune delle questioni cruciali che la moda sta affrontando al giorno d’oggi. Fashinnovation è una piattaforma digitale con sede a New York che mira a riunire molti creativi, designer e imprenditori del sistema moda e creare dialoghi entusiasmanti su diversi argomenti relativi al mondo della moda.

Abbiamo avuto il piacere di parlare con Yolanda Pérez, cofondatrice e direttrice creativa del marchio spagnolo YOLANCRIS, uno dei più grandi nomi del mondo wedding e della moda. Yolanda ha parlato con altri innovatori del settore in un discorso intitolato “Fashion is: Culture via Design“, che ha affrontato le questioni relative all’inclusione, alla sostenibilità sociale e al modo in cui la cultura si interseca con il design di moda. Abbiamo approfondito con lei alcuni temi, partendo dalle conseguenze della pandemia sulla produzione, dell’inclusione nel mondo del wedding, fino ad una nuova possibile narrativa per l’abito da sposa e molto altro.

pictures courtesy Fashinnovation.nyc

La pandemia è purtroppo diventata una realtà quotidiana, in che modo ha influenzato la tua produzione e creatività?

Inutile dire che è stato uno shock. Pochi giorni fa, dopo la nostra sfilata alla settimana della moda di Parigi, dalla pandemia è conseguito il lockdown. La nostra produzione va in base agli ordini, quindi, gli ultimi sono rimasti bloccati nelle boutique di tutto il mondo. Inizi a parlare con le persone, i dipendenti, gli acquirenti, i clienti, la famiglia e gli amici … respiri aria d’incertezza. Ed è stato difficile. Avevo bisogno di fare qualcosa di più quindi, da un lato, ho lavorato con un team in modo da fornire una tecnologia mirata per la prossima settimana della moda wedding a Barcellona. E, dall’altra, abbiamo deciso di aggiornare il nostro atelier in modo da produrre abiti ad uso medico, mascherine per gli ospedali spagnoli. Infatti oggi stiamo ancora producendo camici e al contempo abbiamo iniziato a organizzare la nostra nuova collezione da sposa. Per quanto riguarda la creatività, devo ammettere che è stato abbastanza difficile pensare a un nuovo design. Ti senti bloccata e devi concentrare la tua energia su altre cose.

Pensi che dopo questa terribile esperienza potremmo assistere ad alcuni cambiamenti positivi in termini di sostenibilità?

Devo dire che la sostenibilità non è una novità per YOLANCRIS. In effetti, penso che l’industria dell’alta moda abbia sempre lavorato secondo principi sostenibili. Alla YOLANCRIS produciamo tutto il design qui, nel nostro atelier con sede a L’Hospitalet de Llobregat (Barcellona). Quindi si tratta di un’azienda locale. Il nostro personale concretizza la diversità. Ciò penso che aiuti a migliorare la nostra visione e la nostra cultura. Non produciamo molti scarti. Usiamo ciò di cui abbiamo bisogno e riutilizziamo i tessuti nelle collezioni future, per esempio. D’altra parte, non lavoriamo con gli stock. Produciamo ciò che vendiamo. E posso ammettere che i miei disegni sono senza tempo. Siamo sempre impegnati a migliorarci! Oggi la moda sostenibile è diventata una tendenza. E i clienti hanno sfruttato questo lockdown per raccogliere maggiori informazioni su cosa c’è dietro i vestiti che stanno acquistando. Ma la sostenibilità deve essere reale. E i marchi di moda devono essere trasparenti e spiegare perché vogliano essere qui e perché gli abiti che producono potrebbero essere adatti a te.

Al giorno d’oggi stiamo assistendo a molte dichiarazioni provenienti da alcuni player della moda, che esprimono la necessità di un cambiamento radicale nel modo in cui la moda viene creata e narrata, a partire dalla produzione fino alle sfilate delle settimane della moda e alla distribuzione. In effetti, dobbiamo necessariamente rallentare e forse ricominciare a sentire il ritmo delle stagioni, senza fretta. Quali sono le sfide, dal tuo punto di vista, dell’abito da sposa dopo questa pandemia? Pensi che potrebbe prendere nuove direzioni in termini di portabilità e circolarità anche al di fuori del matrimonio?

Assolutamente il ritmo delle settimane della moda e delle collezioni ha funzionato come una tassa, un’imposizione a cui sottostare per entrare nel mercato. Ma sul serio il mercato ha bisogno di 4 collezioni all’anno? Questa era la strategia che l’industria stava adottando mentre la domanda per una moda più “lenta” stava crescendo. La pandemia ci ha spinto a fare un reset e ripensare tutti i processi. Questo è qualcosa che è accaduto anche al mercato del wedding.

Ma un matrimonio porta con sé anche una carica emotiva. Possiamo affermare che le nostre spose hanno rinviato, non cancellato, i loro matrimoni e indosseranno i loro abiti YOLANCRIS. Le condizioni di sicurezza, la “nuova normalità” porteranno molti cambiamenti e con essi la necessità di adattarsi. Ma sicuramente le persone continueranno a celebrare l’amore. Questo è il motivo per cui abbiamo deciso di supportare tutte le spose lanciando una vendita campione molto speciale.

In questa crisi economica molti piccoli artigiani della moda stanno affrontando gravi difficoltà a ripartire con le loro attività. Secondo te, sono possibili collaborazioni o partnership tra grandi e piccole realtà al fine di rafforzare la posizione di quest’ultima sul mercato, e far scaturire la creatività da entrambe le parti?

Durante questa pandemia abbiamo continuato ad essere aperti e collegati. Il nostro team, le nostre spose, le nostre boutique, i nostri acquirenti, fotografi, giornalisti, wedding planner, celebrità. Questo reset ci ha portato ad avvicinarci maggiormente a tutti loro. Ad ascoltarli e parlare con loro. E questo è qualcosa che puoi notare dando un’occhiata ai nostri social media. Abbiamo adattato i nostri contenuti alla realtà e reso tutti loro dei partecipanti attivi e dei partner. Collaborazioni? Assolutamente necessarie! Possiamo raggiungere più obiettivi se lavoriamo insieme. Il nostro team crede fortemente nel potere delle sinergie. Ora non si può camminare da soli.

Dalle tue creazioni si può assolutamente constatare come la sostenibilità sia alla base del vostro brand. È anche chiaro che essa non è solo ambientale ma anche sociale. Com’è il tuo rapporto con il tuo team?

Come accennato, il nostro team è diversificato: nazionalità, età, genere, ognuno di essi apporta nuovi valori. Abbiamo i piedi piantati per terra e siamo a conoscenza della tragedia mossa da questa pandemia: molte storie, molte vite, molti sogni…come si può ancora parlare di Red Carpet? Ho sempre voluto spingere sul nostro lato sociale. E sono sicura che faremo di più in futuro. Credo che un marchio debba essere qualcosa di più che una copertina. Il potere della moda può essere utilizzato per scopi sorprendenti.

La sostenibilità è anche strettamente legata all’empowerment e alla femminilità, perché non possiamo aspirare a un cambiamento fuori se non guardiamo prima in noi stessi e se non abbiamo un buon rapporto con il nostro corpo e il nostro tipo di femminilità. Sto pensando alla tua ultima collezione nuziale del 2020 “No Fear” (a proposito, questo concept è assolutamente pertinente con ciò che sta accadendo nel mondo in questo momento), secondo te, qual è il ruolo di un abito da sposa in questo contesto?

In effetti, la nostra collezione sposa 2021 continuerà con “NO FEAR II”. Perché? Per supportare tutte le nostre spose che hanno dovuto rimandare i loro matrimoni. Supportare tutte le boutique che devono rimanere chiuse. Sostenere l’economia e l’ambiente. L’idea è nata dopo aver ascoltato e parlato con loro in questi mesi. YOLANCRIS è un marchio onesto.

Lanceremo anche una piccola capsule collection per la sposa 2021. Ora ci stiamo lavorando. NO FEAR è uno dei nostri valori fondamentali: hai il diritto di essere te stessa, di essere libera, di vestire i tuoi momenti come desideri, senza considerare l’opinione degli altri. Quindi, se ad esempio ti piace l’idea di vestirti casual al tuo matrimonio, fallo e basta!

Parlando di empowerment e sostenibilità, penso inevitabilmente agli eventi che stanno sconvolgendo gli Stati Uniti in questo momento e che stanno echeggiando anche in Europa. Quanto viene considerata la diversità nel settore wedding? Pensi che sia ancora un problema che dobbiamo affrontare come business?

Dobbiamo iniziare dalla base: l’educazione. E questo è qualcosa che parte da noi; nelle nostre case. Dobbiamo costruire e mantenere la cultura del rispetto e della diversità. Quindi, ovviamente, è un problema. Come lo è la sostenibilità, femminilità, le piccole imprese.

Tornando in Spagna, nella tua intervista con Flash Moda hai parlato della situazione dei lavoratori nel settore della moda. Sono passati circa 50 anni e ancora non ha ricevuto la corretta attenzione. Quale pensi sia il ruolo culturale del fashion design nell’incalzare tali problemi al fine di sollecitare un cambiamento?

Quanto è vero!! Pensa, I nostri professionisti stanno ancora lavorando in queste condizioni! E questa pandemia ha anche rivelato che la Spagna ha bisogno di una forte industria della moda. Il fast fashion ha anche diminuito le opere artigianali. E dobbiamo tenerli in vita! Stiamo parlando di patrimonio, cultura, economia; un futuro per le nuove generazioni. È tempo di pensarci e fare qualcosa. La Spagna ha più valori da offrire oltre al turismo.

Potresti darci qualche assaggio dei tuoi progetti futuri?

Il COVID19 ci ha fatto pensare in un periodo di tempo più breve. Quindi, in questo momento, il nostro atelier sta producendo indumenti ospedalieri, creando la nostra capsule collection da sposa 2021 e supportando i clienti. Abbiamo anche lanciato il nostro negozio online con una selezione curata di abiti e accessori, che speriamo ci possano aiutare ad essere più vicini ai clienti. Continuiamo ad imparare e ad impegnarci per essere migliori in ciò che facciamo.

Scoprite la nostra intervista alla fondatrice di Fashion Innovation Jordana Guimaraes qui!

Crediti immagine copertina: Yolancris

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