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In conversazione con la fotografa Liz Collins

In conversazione con la fotografa Liz Collins

Se si osservano i suoi scatti, si ha la sensazione di esser trasportati in un mondo più semplice, intimo e puro, un po’ come in natura. Non a caso, la natura è una delle ispirazioni più preziose per Liz Collins, che vi ha fatto ritorno durante la pandemia. Una delle fotografe di moda più ricercate al mondo, si è avvicinata alla fotografia e alla moda in giovane età.

Attraverso le sue lenti riesce a catturare i volti più noti dell’industria con una leggerezza e un’energia inconfondibile, trasmettendo la sua personale visione di femminilità e empowerment. Collabora assiduamente con i magazine del calibro di The Gentlewoman, Vogue, Love, Mixt(e), The Violet Book e Fantastic Man.

C’è qualcosa di magico che trapela dai suoi scatti, qualcosa di così dinamico e d’impatto da ipnotizzare lo sguardo e avvicinarti ai suoi soggetti. In quest’intervista esclusiva, Liz ci racconta dei suoi momenti preferiti sul set, delle difficoltà lavorative durante la pandemia, dei suoi progetti futuri e molto altro ancora.

Da dove nasce la tua passione per la fotografia? Hai sempre sognato di diventare una fotografa di moda?

Notavo sempre qualcosa che ai miei amici sfuggiva. Indicavo cose (solitamente la luce sui palazzi o alcune persone) e i miei amici dicevano: “Visto? Non sarei mai riuscito a notarlo”. Mio padre era un fotografo amatoriale molto appassionato e mi ha comprato la mia prima macchina fotografica quando avevo 12 anni. Quando è venuto a mancare ne avevo 14, e ho iniziato in modo naturale a dedicarmi a ciò che lui voleva facessi, volevo guadagnarmi il suo rispetto. L’interesse per la moda è nato nello stesso anno in cui lui è venuto a mancare. In Inghilterra negli anni ’80 c’è stato un revival della moda anni ’50 nel quale sono stata trascinata. Il revival si mescolava con la musica anni ’80 ed è stata questa strada che mi ha condotto alle prime collaborazioni con i magazine di moda, tra i quali Blitz Magazine, The Face, I-D e The Fred. Da quel momento in poi ho voluto dedicarmi alla fotografia di moda perché era quella che più mi ispirava.

Dua Lipa by Liz Collins

C’è un progetto che ricordi più volentieri?

Ce ne sono tanti. Il mio primo incarico professionale per Prada è stato a dir poco epico perché avevo solo 23 anni. Gli scatti migliori si ottengono quando l’atmosfera è piena di energia. Buoni amici, buona musica, ottimi modelli e la capacità di comprendere i desideri creativi gli uni degli altri. Di recente ho scattato parte della campagna di Miu Miu. È stato pazzesco. Lila Moss (la figlia di Kate) e Bella Hadid facevano parte della campagna. I miei amici Katie Grand (stylist), Miranda Joyce (make-up artist) e Anthony Turner (hair stylist) hanno collaborato con me. È stata un’esperienza speciale e ci siamo divertiti moltissimo.

La pandemia da coronavirus ha avuto conseguenze sul tuo lavoro e la tua creatività? Quali pensi che siano le sfide della fotografia in questi tempi incerti?

Ho lavorato a progetti editoriali e pubblicitari sotto severe misure di prevenzione Covid 19. PPE e distanziamento sociale. È andata bene, ma manca l’aspetto fisico del contatto. Sono così felice di essere di nuovo al lavoro. Mi mancava. Il lavoro è dove posso giocare e divertirmi con le persone. Durante il lockdown sono tornata alla natura, che mi ha ispirata ad andare avanti ed evolvere. 
Penso che il futuro della fotografia di moda rappresenterà un mondo cambiato per sempre. Dagli show che vediamo, ai vestiti che fotografiamo e le restrizioni sul viaggio.

È un nuovo paesaggio. L’elemento più positivo che questa pandemia ci ha dato è uno spazio per il movimento del #blacklivesmatter dopo i tragici omicidi di innocenti neri negli Stati Uniti da parte degli agenti di polizia. Il pubblico era lì, la tv era accesa e tutti erano a casa per assorbirne il peso, reagire e marciare in tutto il mondo. La mia speranza è che questo movimento cambi la visione del mondo per sempre.

Cara Delevingne by Liz Collins

Le tue immagini sono gioiose, leggere, dinamiche e di grande impatto. Quanta empatia con il soggetto è necessaria per ottenere risultati così sorprendenti?

Grazie, significa molto per me. Creavo personaggi che volevo avere come amici. Ragazze cool, che saprebbero gestire sé stesse, donne di potere. Man mano che il tempo passa, sono più materna con le mie modelle e spero che questo le metta a loro agio. Sono cresciuta con un genitore single, una casa al femminile con quattro donne, quindi l’empatia e l’integrità femminile sono qualcosa che trovo facile da capire.

Da dove prendi l’ispirazione per i tuoi ritratti?

Amo la fotografia degli anni ’70. Le pubblicità, la bellezza, la ritrattistica, amo l’effetto gloss e la semplicità che la contrasta. Come quel tipo di fotografia, mi piace realizzare uno spazio semplice per le mie modelle, chiaro, per metterle a loro agio e portare la loro visione della storia nell’immagine.

Hai qualche progetto in cantiere di cui vorresti parlarci?

Al momento sto lavorando al mio primo corto. Una volta che le restrizioni saranno alleggerite mi piacerebbe realizzarlo.

Hai qualche consiglio per chi vorrebbe intraprendere questo tipo di carriera?

Trovate qualcosa per cui il vostro lavoro possa far uscire la vostra identità. Se il vostro lavoro è riconoscibile, allora diventa la vostra firma. Il mio primo lavoro era fatto soprattuto da tagli e focus sul corpo, quell’approccio fotografico (maturato attraverso l’esperienza come assistente still life) è diventato una caratteristica immediatamente riconoscibile come “una foto di Liz Collins”.

Qual è stato il miglior consiglio che i tuoi insegnanti, amici o altri fotografi ti abbiano dato all’inizio della tua carriera?

Il mio primo insegnante di fotografia, Dave Miles, è stato molto incoraggiante. Mi disse che qualsiasi cosa mi insegnasse dal punto di vista tecnico sarebbe stato superato dalla mia visione della bellezza nel mondo. Disse che lui non avrebbe avuto la stessa prospettiva e che avrei dovuto lavorare con quella. Ha significato molto per me. David Sims mi dice sempre “buttati sempre su un nuovo progetto”.

In copertina: Margot Robbie by Liz Collins

 

"more than a fashion magazine"

 

 

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