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Intervista al fotografo Dylan Perlot

Intervista al fotografo Dylan Perlot

Giovanissimo e brillantissimo, Dylan Perlot è sicuramente tra i fotografi da tenere d’occhio. Non solo per la sua storia, che unisce l’Europa agli Stati Uniti e mixa vivacemente scenari, cultura e valori diversi. Ma anche, e soprattutto, per la sua visione artistica che è potente e dettagliata. Tant’è che un solo mezzo di comunicazione non gli è mai bastato, e ha tradotto la sua ispirazione in modi differenti, tra cinema e fotografia. 

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I’m super proud to release my very first cover for @bazaarvietnam. This year has definitely been the most challenging year for everyone, and it makes me feel even more grateful that we are able to create such a beautiful story with my favorite people. I would dream as a kid that one day this logo would be on my photo and it happened this year. Hard work always pays off, and dream always come true so never stop chasing them! To many more covers to come ? photographer: @dylanperlot @exclusiveartists wardrobe stylist: @ericas_style model: @mylatkachenko make-up artist: @francescamartin.makeup using @chanel.beauty hairstylist: @mendozavicf photo assistant: @sebbromero creative consultant: @dinavibes_ location: @rosestudiosla agency: @wavemags Liudmyla wears: suit: @malanbreton jewelry: @shayjewelry #harpersbazaar #vietnam #harpers #magazine #editorial #fashion #cover #models #lamodels #fashionphotographer #fashionphotography #frenchphotographer #laphotographer #nyphotographer #photographer #labased #losangeles #dylanperlot

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Con lui abbiamo parlato di social media e delle infinite possibilità che offrono ai giovani artisti emergenti, dei suoi lavori passati e soprattutto di questo 2020, pieno di soddisfazioni. Oltre al suo lavoro per alcune delle testate di moda più importanti (Vogue, Harper’s Bazaar e L’Officiel, ma anche Numéro e Cosmopolitan) e alle campagna pubblicitarie, Perlot ha vinto premi e riconoscimenti internazionali che non fanno altro che coronare ulteriormente la sua produzione. 

Con il suo scatto LOVE IS LOVE Dylan Perlot ha vinto in India al Moody Crab FIlm Fest e a L’Age d’Or International Arthouse Film Festival, ed è stato nominato in altre competizioni, tra cui il Fine Art Photography Awards. Con la serie UNITED poi, è stato finalista al Belgrade Photo Month in Serbia e sarà esibito al Panoramic Festival in Spagna il prossimo ottobre. 

Le sue tematiche, la densità visiva dei suoi scatti e la ricchezza di livelli dei suoi lavori creano un linguaggio capace di andare oltre i confini (geografici e anche stilistici), parlando a tutti dritto al cuore. Dopo tutto, è proprio questo che amiamo della fotografia: non ha limiti d’espressione e ci rende tutti uguali, di fronte alla bellezza.


Nell’ultimo periodo sei stato chiuso in casa forzatamente – come tutti noi del resto. La pandemia e le sue conseguenze hanno velocizzato il processo già in corso di digitalizzazione e il tempo speso online è aumentato una volta di più. Qual’è il tuo rapporto con i social media, soprattutto a livello di carriera? E quali sono i cambiamenti che ha portato alla fotografia come arte?

Io amo i social media, mi regalano ogni giorno così tante nuove ispirazioni. E’ fantastico poter essere in contatto con artisti di tutto il mondo, senza nemmeno uscire di casa.  Sicuramente, essere attivo sui social media mi ha aiutato a livello lavorativo. Oggi tutto è digitale, dopo la pandemia ancora di più, e credo possa essere una buona cosa. Nello stesso tempo però, su Instagram soprattutto, chiunque può spacciarsi per un fotografo. Questo ha cambiato molte cose nell’industria fotografica e devi veramente essere differente nel tuo lavoro se vuoi spiccare ed essere riconosciuto per il tuo talento. 

I social media hanno abbassato il nostro livello di attenzione, perchè ogni giorno riceviamo tantissime informazioni e immagini e idee diverse che è difficile assimilare tutto. Nella maggior parte di casi ci limitiamo a scorrere la homepage, senza osservare ciò che ci passa davanti. Pensi a questo quando produci contenuti per i media?

Credo sia essenziale sapere cosa stai cercando quando scorri la homepage di Instagram, o di altri social media, in cerca di ispirazione. Il rischio è di perdersi. Salvo sempre i contenuti che mi ispirano e poi li riguardo periodicamente quando creo i mood boards per i miei lavori. E’ un modo fantastico da dove iniziare il processo creativo!

Per molti i social media sono un buon trampolino di lancio, specialmente per chi sogna una carriera artistica, come fotografo o creatore di contenuti. Parlando di fotografia, quale piattaforma è la più utile a tuo avviso, per un giovane che sta iniziando?

Di nuovo, Instagram è il posto migliore per iniziare. La pagina persona ha un po’ sostituito il portfolio professionale e ti da la possibilità di connetterti velocemente con chiunque abbia interessi simili ai tuoi. Così impari e cresci. 

Viste le tue attività, più o meno recenti, abbiamo l’impressione che ti piaccia molto aiutare i giovani talenti ad emergere. Recentemente hai tenuto dei Webinars su Zoom sulla fotografia, per avvicinare gli interessati ad argomenti basici come la luce e le pose, etc. Una bellissima iniziativa. Ti è piaciuta l’esperienza? Porterai avanti il format nel futuro? 

Adoro trasmettere le mie conoscenze – quelle che ho accumulato nei miei anni di lavoro – ai giovani professionisti. Per loro è utile e anche incoraggiante sentir parlare qualcuno che, come me, un tempo era nella loro stessa situazione e nel tempo ha fatto della sua passione un lavoro. L’ultima lezione che ho tenuto, sulla luce naturale e come controllarla alla perfezione, mi è piaciuta tantissimo. La luce naturale è quella che preferisco in assoluto, e mi piace spiegarla agli altri, trasmettergli il mio amore.  Sicuramente farò altre classi in futuro, non vedo l’ora!  

Quest’anno sei stato nella giuria di una competizione d’arte alla Camelback Gallery: Black and White 2020. L’intento è quello di supportare artisti, emergenti e non, ed esporli al grande pubblico internazionale, farli conoscere in paesi diversi. Cosa guardi in un’opera d’arte?

Prima di tutto cerco la creatività, quella cosa che rende un artista differente dagli altri. Poi, voglio la passione. E’ importante per me capire, e sentire, la storia che voglio raccontare attraverso le loro opere. 

Cosa cerchi invece nei soggetti delle tue foto? Hai lavorato con molti nomi importanti, come Daphne Guinness (il tuo lavoro con lei è sensazionale!). Che tipo di rapporto instauri con loro, mentre scatti? La fotografia, come altre forme d’arte, può creare una connessione personale tra l’artista e il soggetto, sei d’accordo?

Grazie mille per le parole, sì, lavorare con Daphne Guinness è stato veramente un passo importante nella mia carriera. Lascio che il mio soggetto mi ispiri totalmente, è un processo che adoro. Quando lavoro con personaggi come Daphne, famosi ma soprattutto brillanti, la carica che mi danno, l’ispirazione che mi forniscono, mi aiuta spesso anche in altri progetti futuri. E’ come una scintilla per altre creazioni. E’ bello ispirarsi a vicenda, quando lavori con altri talenti creativi è così. Credo che questa sia la parte migliore, unica, di scattare insieme. La fotografia che ne risulta unisce splendidamente tutte queste forze creative a confronto. 

Il 2020 è stato un anno molto buono per te! Hai partecipato a molte mostre e concorsi in giro per il mondo. Il Fine Art Photography Award e Photo Month di Belgrado tra gli altri. In entrambi i casi, l’Amore era il soggetto dei tuoi scatti. Noi abbiamo apprezzato in particolare il messaggio del tuo scatto per il Photo Month, con il titolo United. Hai detto: “La forte connessione tra due partner è mostrata attraverso abiti complementari […] le differenze ci uniscono e tutte queste coppie, che vestono la stessa identica t-shirt bianca e posano una vicino all’altra nel singolo scatto, sono la sintesi perfetta della nostra unione al di là delle differenze”. Come possono, la fotografia e la moda insieme, cambiare il modo in cui percepiamo il mondo?

E’ stato bellissimo lavorare a questi progetti. Credo che il mio ruolo di fotografo di moda, al di là dell’ispirazione e della creatività, sia di restare fedele al mondo reale. La fotografia di moda ti da la possibilità di creare qualsiasi visione ti venga in mente, non ci sono limiti. Ma credo che in ogni fotografia, anche la più immaginifica e alterata, ci sia sempre un richiamo e un messaggio per il mondo in cui viviamo, quello vero e quotidiano. Per questo motivo spero che il mio lavoro ispiri sempre in qualche modo gli spettatori, il modo in cui guardano alle cose. La fotografia e la moda sono due forme d’arte fortissime e combinate insieme possono creare immagini e storie potenti. Questo è, in fondo, l’obbiettivo ultimo. 

Qui potete seguire Dylan su Instagram

 

"more than a fashion magazine"

 

 

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