La Spagna pensa ad una nuova tassa green
La Spagna pensa ad una nuova tassa green sul packaging di plastica non riciclabile. Tale proposta potrebbe raccogliere circa 700 milioni di euro. Il ministro dell’ambiente Teresa Ribera ne ha parlato lo scorso martedì evidenziandone la necessità, ora più che mai.
La mozione si allinea con il piano mosso dall’Unione Europea di eliminare l’utilizzo della plastica non riciclabile entro il 2021 per ridurre l’inquinamento. La tassa proposta, infatti, varrebbe circa 0,45 centesimi al kg. di plastica non riutilizzabile. “Si tratta di un’imposta indiretta che verrà riscossa sulla produzione, importazione o acquisizione all’interno dell’UE degli imballaggi in plastica non riutilizzabili utilizzati sul mercato spagnolo”, chiarisce Ribera.
La volontà di riutilizzare la plastica ricondizionata è comunque un obiettivo che la Spagna promuove da tempo. Già nel 2018 infatti, i designer Juanjo Oliva e Moisés Nieto organizzarono una sfilata con capi realizzati con tessuto PET.

La nuova tassa green avrebbe potuto raccogliere circa 724 milioni di euro nel 2017. Comunque tale proposta dovrà attraversare numerose fasi prima dell’approvazione in parlamento. La questione, ha dichiarato il ministro, è che la Spagna genera meno profitto dell’Unione Europea, in merito alle tasse “green”. Il totale raggiunto dalla Spagna ammontava infatti all’1,83% del PIL nel 2017, rispetto all’UE, il cui totale arrivava al 2.40%.
Con questa proposta il ministro spera di alleggerire il deficit ulteriormente appesantito dalla crisi causata dalla pandemia da coronavirus. Infatti, il governo stima che il deficit sia aumentato del 10.34% del PIL dall’ultimo dato di febbraio corrispondente al 1,8%.
In ogni caso, il progetto di una tassa green è una delle soluzioni promosse dall’Unione Europea per sopperire al prestito proposto di circa 750milioni di euro dati in supporto a seguito della pandemia.
