London fashion week fall 2022: esplosioni di creatività e nuovi bisogni pratici

Mood Retrò, malinconico di una creatività inespressa che cerca libero sfogo, accompagnato da un pratico bisogno di adattamento ai nuovi bisogni e nuovi desideri dei loro clienti. Inclusività, sostenibilità sono ormai parole chiave. Questo abbiamo visto durante questa London Fashion Week caratterizzata, come a New York, da una grande mancanza di Big Names di zona nel calendario, come ad esempio Burberry o Raf Simons che ha presentato privatamente la sua collezione.

Ma la settimana della moda londinese è sempre stata caratterizzata da grande creatività ed impegno nel mostrare i talenti emergenti, e questo viene assolutamente mantenuto in un grande ritorno anche agli spettacoli fisici. Ben 92, rinforzati da un grande impegno verso il digitale e le nuove tecnologie all’avanguardia.


MOLLY GODDARD

Tornata in passerella dopo una serie di presentazioni senza pubblico, la Goddard ci regala una giovane ed esuberante collezione di abiti con super ruches (di cui i suoi clienti non hanno mai abbastanza) abbinati a capispalla tweed e maglioni oversize in nettissimo contrasto. Lo stile avant garde prende spunto da ricordi della sua infanzia a West London negli anni ’80, in particolare il modo di vestire di un’amica di sua madre che tanto la affascinava.

“Sembrava un incrocio tra Marilyn Monroe e Mick Jones dei The Clash”, ha detto la designer. Era un periodo in cui molte ragazze alternative mixavano uno stile anni ’50 con quello new wave (non lo fanno ancora adesso?). Anche se la sfilata in sé appare come un’esplosione di look per gli spiriti più intraprendenti, un occhio attento può ben notare che ci sono un’infinità di pezzi perfettamente indossabili dal casual all’elegante.


ROKSANDA

Roksanda Ilincic fa parte di sicuro di quella fascia di designers che stanno tentando di capire i nuovi – reali – bisogni delle persone di oggi. Dopo questi due anni pandemici la stessa Roksanda ha ammesso che, anche se il suo brand è sempre stato teso verso gli abiti da sera e le situazioni mondane, ha dovuto rivalutare il loungewear e addirittura l’abbigliamento sportivo.

Ecco quindi una collezione che incorpora sia i nuovi bisogni reali e tangibili, sia la voglia di tutti quei grandi parties che (speriamo solo al momento) quasi non esistono più. Il bisogno di eccesso della designer, compatibile con quello di chiunque al mondo di questi tempi, è visibile e si accentua man mano che i look si snodano in passerella. Si passa da portabilissimi abiti e spezzati fluenti con giacche e cappotti, a energici e colorati completi da neve mixati con versioni da sera.


PREEN by Thornton Bregazzi

Nello spettacolo creato da Thea Bregazzi e Justin Thornton, nella storica discoteca londinese Heaven, vediamo nuovamente i richiami alle sottoculture anni ’80, in particolare post punk. E, proprio in ricordo di tempi giovanili in cui lo spirito era alimentato anche dall’arrivo del weekend in cui si andava a ballare, questa collezione è stata non solo creata ma anche rappresentata. Location a parte, i designers hanno collaborato con la loro amica Viviana Durante, direttrice artistica della English National Ballet School. I ballerini dell’accademia hanno interpretato gli abiti con una coreografia di Monique Jonas nell’unico modo che era possibile visti i presupposti, tramite la danza. Ciò che è emerso dai look è una moderna e desiderabile reinterpretazione di quelle sottoculture arrabbiate, che gridavano il loro scontento anche attraverso abiti eccentrici.


ERDEM

Anche Erdem Moralioglu si affaccia all’immaginazione del prossimo autunno inverno pensando a tutti i parties che abbiamo perso, alle serate del passato e alle occasioni di ritrovo, sfoggio, divertimento non senza una vaga malinconia. Si appoggia all’ispirazione di forti personaggi del passato della Berlino anni ’30 come le pittrici Jeanne Mammen ed Elfriede Lohse-Wächtler, le ballerine Anita Berber e Valeska Gert e la fotografa Madame d’Ora. Immagina le sue donne Erdem all’uscita di club “non binari” dell’epoca. Tornano a casa nell’oscurità dopo il loro momento di libertà, verso la sbiadita e normale vita conservatrice. Nonostante sappiamo tutti quanto le restrizioni siano servite, e servano tutt’ora a livello mondiale per uscire dalla pandemia, è innegabile il sentimento attuale in cui, soprattutto i giovani, si trovano. Un sentimento di incertezza e paura che il futuro non torni più ad essere quello di una volta e che, quindi, ci fa guardare al passato con nostalgia.


REJINA PYO

La collezione di Rejina Pyo per il prossimo autunno inverno 2022/’23 trova anch’essa ispirazione nel passato dei club in un’era proibizionista, stavolta anni ’20, e quindi nella speranza di un ritorno ad una vera futura normalità che sembra non appartenerci più. In questo caso, per Rejina, la versione è comunque chic e lussuosa come il marchio giustamente, solitamente propone. C’è un’importante impronta verso i bisogni attuali delle donne, in cui comodità e ricercatezza devono trovare un giusto match. Lo show celebra un ritorno all’intimità e al ritrovo anche attraverso l’amore della designer per la buona cucina (in fondo ha sposato uno chef). Gli invitati allo spettacolo svoltosi al ristorante Aubrey a Knightsbridge hanno avuto un posto a un tavolo con cocktail e sushi.


VIVIENNE WESTWOOD

In un clima di generale ispirazione nostalgica e retrò, Vivienne Westwood si ispira a Vivienne Westwood, e lo fa talmente bene risulta che ormai difficile dare una connotazione temporale alle sue collezioni. Avendo abbracciato la filosofia del “compra meno, spendi meglio” ogni pezzo è realizzato tramite riuso, riciclo, assoluta sostenibilità e impegno nel creare pezzi senza tempo. Ovviamente, pur parlando di sostenibilità, il senza tempo non corrisponde esattamente – detto in modo un po’ retorico – alle necessità di vendita di un brand e quindi, giustamente e sapientemente, ogni pezzo è reso comunque altamente desiderabile ad ogni nuova stagione. Essendo il 2022 l’anno della Tigre, ci sono anche state in questa presentazione delle ispirazioni alla passata collezione Wild Beauty del 2001, e il mood “gattoso” è visibile e presente in molti look.

all images courtesy of the brands. ON COVER from left: Erdem, Vivienne Westwood, Preen by Thornton Bregazzi

 

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