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Luisa Neubauer – intervista all’attivista tedesca che sta davvero cercando di cambiare il mondo

Luisa Neubauer – intervista all’attivista tedesca che sta davvero cercando di cambiare il mondo

Preview intervista dal numero di Dicembre #15

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ph. ©Jörg Farys – previous page ph. ©Wanda von Bremen

Le nuove generazioni non hanno paura di far sentire la propria voce, soprattutto quando si tratta di argomenti spinosi come il cambiamento climatico. Forse perchè, con la gioventù, possiedono anche una buona dose di speranza, intraprendenza e sfrontatezza. O forse, più semplicemente, perchè il futuro appartiene a loro e non hanno nessuna intenzione di farselo portare via. Abbiamo deciso di chiedere direttamente a uno di loro, per confrontarci con le idee e le speranze che muovono i giovani attivisti del Friday for Future, il movimento di sciopero scolastico che scende in piazza per il clima.

A iniziare il movimento è stata Greta Thunberg nell’agosto 2018.

Da allora si è espanso, sia geograficamente che per il numero di partecipanti, dando vita ad un’entità pacifica e risoluta, che non si può più ignorare. Luisa Neubauer è un’attivista tedesca di 24 anni che, sulle orme di Greta, ha dato il via agli scioperi studenteschi in Germania.

Con lei abbiamo parlato di scienza, doveri morali ed educazione, ma anche di fast fashion e impatto ambientale. E abbiamo scoperto che la differenza la fa ognuno di noi, ogni giorno, e che tutto parte sempre dal credere in sé stessi.

ph. ©Marcelo Hernandez / HA

Quando hai iniziato con il Friday for Future e quali erano le tue aspettative durante l’organizzazione dell’evento?

Ho iniziato a organizzare il Friday for Future a Berlino nel dicembre 2018, e prima dello sciopero ero davvero spaventata, perché non avevo idea di come pianificarlo e cosa aspettarmi da esso. Avevo paura che nessuno si presentasse. Non mi aspettavo di essere ancora qui a manifestare dieci mesi dopo.

Non avevi paura – o hai paura adesso – delle responsabilità che sono arrivate, come leader di un tale movimento?

Nessuno ti chiede mai se vuoi essere un cosiddetto leader, qualunque cosa ciò significhi. Quindi penso che sia un salto nel vuoto, il che è positivo. Non mi era stato detto cosa potesse significare per la mia vita, ma immagino che vada bene.

PH. Wanda von Bremen

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Da quando tutto è iniziato, sei stata sottoposta alle attenzioni dei media, sia in modo positivo che negativo. Questo fa parte del gioco, ma in che modo influisce sulla tua vita quotidiana? Cerchi di mantenere una certa distanza tra la tua immagine pubblica e la tua vita privata?

L’attenzione dei media è enorme sotto tutti gli aspetti. Penso che ci sia una tendenza a glorificare l’odio oggi, come se ti dicessero “devi superare questo, devi affrontare quello perché fa parte del gioco”, ma non c’è assolutamente alcun motivo per cui dovrebbe essere glorificato. L’odio non è normale e non dovrebbe mai essere normalizzato. Questa è la prima volta che sperimento l’odio online. Noi di Friday For Future non avevamo la minima idea di come gestirlo, ma ho rapidamente scoperto che non volevo semplicemente accettarlo. Per questo motivo, ho iniziato a lavorare insieme a una ONG che fa causa alle persone se usano un linguaggio che non è più legale. Sto cercando di trovare un buon equilibrio tra la quantità di tempo che trascorro sui social media quando non organizzo le proteste e ovviamente sono diventata più consapevole di ciò che dico, del linguaggio che uso e quanto inclusivo può essere: provo ad usare un linguaggio non violento il più possibile.

La distanza tra la mia immagine pubblica e la mia vita privata è difficile da gestire in termini di social media. Su Instagram, le persone si sentono parte della tua vita: ti conoscono, quindi mi salutano per strada chiedendomi come è stato il mio weekend a Berlino, sapendo che l’ho passato lì, mentre io non ho la minima idea di chi essi siano. È difficile e penso che questa distanza sia un po’ sfocata al giorno d’oggi, sempre più labile.

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words Giulia Greco

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