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Moda Uomo FW 2020: Parigi

Moda Uomo FW 2020: Parigi

Parigi è la capitale dell’amore, e non stiamo parlando solo dell’amore romantico. Amore può significare tante cose e, in un mondo sostanzialmente patriarcale, è interessante notare come esso sia quasi sempre associato alla figura femminile. E’ anche interessante notare come l’uomo, pur considerandosi al vertice della piramide sociale, sia assolutamente costretto in stereotipi di genere rigidi quando si viene all’abbigliamento. La donna, al contrario, è sempre stata libera di indossare le più discutibili tendenze, mentre l’uomo rimane fermo a 4/5 pezzi fondamentali, intorno ai quali fa girare il suo intero guardaroba. Forse gli uomini si sono accorti che sacrificare tutto il divertimento per il potere non è un opzione così vantaggiosa.

Valentino – All images here courtesy INDIGITAL.TV

Valentino interpreta questa stagioni i codici stilistici dell’amore gentile. Completi formali, cappotti e smanicati sono abbelliti prima da stampe stilizzate di fiori, poi da parole d’amore in rilievo. La collezione è all’insegna della grazie e, pur restando assolutamente portabile, non è per niente noiosa. E’ la materializzazione perfetta di ciò che tutti noi vorremmo che fosse l’amore: il posto in cui tornare per ritrovare coraggio e freschezza. Anche Hermés ha presentato una collezione molto fresca e giovane. La classe del marchio, l’esclusività dei materiali e delle lavorazioni, è ben evidente soprattutto quando si parla della pelletteria. Ma in questa collezione c’è uno spirito che mancava da un po’ e che risiede nei dettagli. Come la fibbia che chiude alla caviglia i pantaloni sartoriali o i blazer e i cappotti con doppia finitura. Classy and chic, certo, ma anche irriverenti.

Hermés

Sono proprio i dettagli quelli che hanno trasformato l’uomo come lo conoscevano nell’uomo di domani. Camice lunghe, materiali laminati, fiocchi e guanti lunghi al gomito, l’uomo degli anni ’20 è, ancora una volta, un dandy a cui la moda piace tanto. Soprattutto se rappresenta un mondo ovattato in ui rifugiarsi. La dream bubble, se possiamo chiamarla così, è stata il background di molti shows di Parigi. Partendo da Rick Owens, la cui passerella eccentrica e immaginifica era invasa, a livello del pavimento, da una fitta coltre di vapore. Una sorta di nuvola su cui i modelli camminavano. L’ispirazione è evidente, non c’è alcun dubbio a riguardo. David Bowie, la liberazione sessuale, la sensualità nell’ambiguità e la libertà assoluta di scegliere chi essere domani. La jumpsuit di apertura show parla chiaro, anche se abbandona le stoffe aggressive di Bowie e preferisce una lana rasata confortevole e invitante. Owens stesso ha dichiarato l’intento della collezione, che rima perfettamente con quanto detto sopra: “è un gioco, ma se è fatto bene può essere sincero e autentico” e ancora “sentirsi a proprio agio nei nostri jeans è sinonimo di gioia”.

Rick Ownes

Se la sensualità è da sempre parte integrante dell’estetica di Owens, con tutta quella pelle a vista e i vedo-non-vedo ancora più accattivanti, la seduzione è stato il secondo denominatore comune di questa settimana a Parigi. Jacquemus per cominciare, in cui la seduzione assume è suggerita, velata, mai esplicita. Passa da piccoli dettagli, come le camice larghe e i pantaloni slacciati. I toni sono naturali, così come i materiali. L’ispirazione arriva da molti stilisti, da Giorgio Armani fino a Martin Margiela. Questa è stata sicuramente la sfilata più chiacchierata, soprattutto per la presenza di ogni modella che conti oggi, a cominciare dalla bellissima Laetitia Casta. Per Paco Rabanne e Ann Demeulemeester invece sono le forme a suggerire i corpi sottostanti, che non sono esplicitamente scoperti ma vengono comunque mostrati attraverso capi estremamente attillati.

Jacquemus

La collezione uomo di Dior utilizza i codici della seduzione a suo vantaggio, ma lo fa in modo diverso rispetto alle collezioni di cui abbiamo già parlato. Kim Jones mette insieme look forti sul piano visivo, pieni di informazioni e di strati. La tinta unita si alterna alle fantasie, i tessuti rigidi e spessi si danno il cambio con cotone leggero. Il diavolo sta, ancora una volta, nei dettagli, in certi bordini di satin e in quei guanti lunghi sopra il gomito, che sembrano una seconda brillante pelle. Un accessorio a cui non si potrà fare a meno. E’ l’epitome dell’uomo raffinato di cui si parlava prima, la cui forza sta proprio nel saper indossare silhouette delicate senza perdere la sua mascolinità.

Dior

words by Giulia Greco


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