“PFW Fall 2020: Issey Miyake”
Issey Miyake inizia il suo fashion show con una serie di modelli “stilizzati”. Mi spiego meglio: figure umane in completi bianco ottico, realizzati con una tecnica particolare (la A-POC) che permette di realizzare abiti senza cuciture, tagliati perfettamente sul corpo umano. Ognuno di questi è stato poi “contornato” e definito da una linea nera, come se fosse pennarello, come se fosse un disegno. Seguono abiti in tinta unita che abbracciano il corpo, e altri in seta, la cui stampa astratta è realizzata attraverso la decalcomania, ovvero la compressione. I capi a Issey Miyake diventano una seconda pelle, fanno parte della persona stessa che li indossa, sono bellissime rappresentazioni dell’anima sottostante. I completi in piumino sono futuristici.
L’ultima sezione della collezione è aperta da alcuni capi total white, che richiamo paesaggi invernali e cieli bianco opaco. Oltre al colore anche i materiali, le frange applicate e i tessuti in 3D. Magia pura e opera d’arte. I completi in lana che chiudono lo show sono estensioni stesse dei corpi: i modelli scendono soli o a gruppi e si mescolano, sono attaccati l’uno all’altro dai capi stessi, che creano infinite possibilità. I modelli sorridono, ogni cosa è fluida e gentile attorno a loro. Issey Miyake ha creato, anche questa volta, una stratosfera sensoriale in cui immergersi.
Words by Giulia Greco




































