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PFW FW21/22: Louis Vuitton

PFW FW21/22: Louis Vuitton

A partire dalle prime note di “Around the World” dei Daft Punk appare subito chiaro qual è il team per cui ha parteggiato Nicolas Ghesquière, per la sua collezione fall winter 2021 di Louis Vuitton. E’ il team positivo della pandemia. Quello che guarda al futuro con speranza e non vede l’ora – letteralmente – di arrivare a quel primo party “post-covid” che un po’ tutti attendiamo.

Niente paura, suggerisce Vuitton con questa sfilata così giovane e piena di vita, torneremo a splendere e lo faremo nel modo più divertente, appariscente, modaiolo possibile. In un’anteprima su Zoom della collezione Ghesquière ha infatti affermato “Dato che siamo tutti in una situazione immobile, dobbiamo raddoppiare la nostra immaginazione per inventare un viaggio straordinario”.

Images courtesy of Louis Vuitton on Tag-walk.com

Ecco quindi che le modelle sfilano circondate dalle statue del Louvre, chiudendo a fermarsi direttamente di fronte alla Nike di Samotracia che, come Beyoncé ha insegnato, è una chiara dimostrazione di potere. In questo caso, però, essendo essa il simbolo di Vittoria per eccellenza, ci ha suggerito più un simbolismo rivolto alla fine di questo incubo pandemico, quando avremo vinto e potremo finalmente guardare oltre.

Ci appare chiaro dalle dichiarazioni di Ghesquière: “Volevo qualcosa di impatto, qualcosa che trasmettesse speranza e gioia per ciò che verrà dopo e che le persone si divertissero a guardare. Un momento di moda.”

L’intera collezione è improntata sul divertimento e sui contrasti. A partire dalla location – cosa c’è di più classico della Galleria Michelangelo del Museo del Louvre – che è stata decorata con luci al neon tra le statue. Vecchio e nuovo? Classico e moderno che si incontrano? Certamente, ma anche “Massimo Divertimento”, quello elevato al cubo in cui ciò che è normalmente impossibile sarà permesso.

Su questa base si estende la carrellata di look incredibili, con mix stravaganti e di grande impatto. Piumini con abiti lamé, parka con gonne di tulle arricciate, forme in libertà per pezzi con stampe classiche. Non è la collezione di chi pensa che, anche dopo la pandemia, resteremo in uno stile comodo e morigerato ormai cullati da questa abitudine. Non è neanche quella in cui passeremo dalla tuta all’abito a sirena con lo strascico. Questo è il primo party, la sera ipotetica in cui qualcuno ci dirà che è tutto ok e possiamo uscire finalmente a divertirci. Via libera quindi all’esagerazione e, soprattutto, proprio al significato di liberazione. Felpe e giacche in stile quarantena sono all’interno finemente decorate di gioielli e paillettes. La transizione, in stile lusso Vuitton.

Molto più di una strizzata d’occhio alla sostenibilità, con questa sfilata il brand ha ridotto del 70% la quantità di materiale normalmente utilizzato per la presentazione delle collezioni. Merito della location e delle statue che sono state implementate nella scenografia.

Images courtesy of Louis Vuitton on Tag-walk.com

 

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