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Ricominciare da zero: BFC e CFDA chiedono di premere il tasto Reset

Ricominciare da zero: BFC e CFDA chiedono di premere il tasto Reset

A chi non è capito, almeno una volta nella vita, di voler fermare tutto e ricominciare daccapo? Eliminare l’accumulo e fare tabula rasa. 

E’ più o meno quello che si augurano il British Fashion Council e il Council of Fashion Designers of America. Arrivati alla resa dei conti, sembra che la soluzione migliore sia proprio ricominciare da zero e dettare nuove regole. In questo senso, il Covid-19 capita proprio al momento giusto, perchè funge da perfetto spartiacque tra ieri e oggi. Spesso, quando vogliamo cambiare la nostra vita, aspettiamo “il momento giusto” per farlo, sia esso il lunedì, l’inizio dell’anno nuovo o, meno tradizionalmente, una pandemia. Resettare significherebbe quindi salvare solo gli ideali più importanti su cui si basa il sistema, ridefinire scadenze, stagioni e metodi di presentazione. Igienizzare il sistema, appunto. 

Non è facile per niente, questo è chiaro, e per il momento l’idea è in fase di incubazione. Serve innanzitutto capire in quanti saranno felici di dar luogo questo cambiamento. Designers e creativi potranno forse aderire di buon grado, perchè cambiare il sistema significherebbe per prima cosa rallentarlo e renderlo uno spazio di lavoro più pacifico. Forse la penseranno diversamente gli addetti alle finanze. Una risoluzione di questo tipo comprometterebbe senza dubbio i ricavi a cui siamo abituati oggi e cambierebbe molti equilibri. In ogni caso, ci troviamo ancora una volta davanti alla necessità imprescindibile di lavorare in gruppo. Questa è una decisione che va presa insieme e che insieme va rispettata, perchè solo a questa condizione può funzionare sul lungo periodo. 

I due organismi nazionali rivolgono l’appello innanzitutto ai leaders del settore, ma l’effetto a catena sarebbe inevitabile e coinvolgerebbe a mano a mano tutti. Rallentare, come abbiamo detto, sarebbe il primo passo verso il cambiamento, con una conseguente diminuzione della produzione e un riallineamento logico con le stagioni. Invece di viaggiare con sei mesi di anticipo, “la cadenza di consegna dovrebbe spostarsi più vicino alla stagione per cui è destinata”. Sarebbe auspicabile avere non più di due collezioni principali all’anno, anticipate da pre collezioni (molto) limitate e presentate in showroom. 

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⁣The CFDA/Vogue Fashion Fund (CVFF) was launched in 2003 in response to the 9/11 tragedy and how the crisis especially impacted emerging talent. Today, as we face another crisis that is challenging the entire fashion and retail business, Vogue’s Anna Wintour and Tom Ford, as CFDA’s Chairman, decided to repurpose the 2020 CFDA/Vogue Fashion Fund into a fundraiser to aid fashion businesses most impacted by the COVID-19 pandemic.⠀ ⠀ Today marks the launch of CVFF’s “A Common Thread” fundraising and storytelling initiative spearheaded by Vogue and in collaboration with the CFDA. The goal is to raise both awareness and needed funds for those in the American fashion community who have been impacted by COVID-19.⠀ ⠀ Donors can support the fund by texting THREAD to 44-321.⠀ ⠀ Applications for funding will be available on CFDA.com from Wednesday, April 8th. #cvffacommonthread

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Più tempo per creare significa sostanzialmente fornire l’ossigeno necessario ad un sistema che è basato prima di tutto sulle idee e sulla loro elaborazione – pratica che mal si adatta a scadenze pre impostate e definite dall’alto. Una decisione del genere si sposerebbe anche alla perfezione con il rinato bisogno di spazio personale e vita privata, così che il sistema possa ritornare a misura d’uomo e i ritmi insostenibili degli ultimi anni siano azzerati.

In ultimo, il BFC e il CFDA ribadiscono l’importanza di mantenere come centro focale di incontro le capitali della moda tradizionali, così da alleviare anche le pene di buyers e giornalisti, senza costringerli a viaggiare in continuazione per partecipare alle presentazioni. 

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