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Stop Animal Testing: scopri tutto sui marchi cruelty free

Stop Animal Testing: scopri tutto sui marchi cruelty free

La pratica di testare cosmetici e prodotti per l’igiene sugli animali sembra una barbarie lontana nel tempo, almeno in Europa.  Come per ogni altra cosa, la verità è ben più complessa di quel che sembra ed è necessario fare un po’ di chiarezza. Come dice uno slogan che ho letto qualche tempo fa, quello che succede non piace a nessuno “ma per cambiare le cose prima bisogna saperle”.

Photography Bernard Hołdys | Model Magdalena Wiktoria Blitek c/o Uncover Models
Makeup & Hair Style Kasia Olkowska | Dog Bułka

La legge del 2013 del Parlamento Europeo vieta la vendita di qualsiasi prodotto testato sugli animali, anche laddove i test siano stati compiuti al di fuori dell’Unione. Dal 2018 poi, l’EU sta lavorando con l’ONU ad una proposta di legge mondiale, da approvare e applicare entro il 2023. Solo in questo modo si potrà porre fine ad una pratica datata e assolutamente non necessaria, date le molte alternative ormai disponibili. Anche se in Europa possiamo comprare “a cuor leggero”, le sperimentazioni animali sono pratica comune in molti altri paesi del mondo. E’ importante capire che tutti noi siamo, potenzialmente, coinvolti nel sistema. 

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Molte delle multinazionali presenti nei nostri supermercati sono a norma di legge in Europa ma, pur di vendere sui mercati stranieri scendono a compromessi. Il governo Cinese, per esempio, richiede ancora i test come garanzia su molti prodotti, e le stesse aziende che si dichiarano cruelty free in Europa accettano di buon grado di sacrificare parte della loro eticità pur di fare (enormi) affari all’estero.  Alcuni di questi grandi nomi tende a giustificarsi dicendo che la loro presenza in questi mercati è il modo più efficace per ottenere una sensibilizzazione sul tema. E se il discorso sembra coerente sulla carta, a noi sembra anche una scusa bella e buona. 

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Scegliere a quali aziende affidarsi è molto difficile: la disponibilità di prodotti è veramente altissima, mentre la comunicazione non è sempre trasparente come dovrebbe. Anzi, spesso i messaggi sono volutamente ingannevoli.  A partire dall’etichetta. “Prodotto non testato sugli animali”, “Clinicamente testato” o “Testato dermatologicamente” sono tutte indicazioni non specifiche. Spesso riguardano solo il prodotto finito e non i singoli ingredienti e, di conseguenza, non può ritenersi sufficiente. 

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Il nostro consiglio è quello di affidarsi il più possibile a realtà locali che, per ragioni di espansione limitata, sono più affidabili e offrono informazioni dirette. Chi produce su piccola scala infatti ha maggior controllo sul processo, ne conosce gli step, le materie prime coinvolte e le persone che ci lavorano. E se il prezzo è leggermente più alto, ne vale sicuramente la pena, perchè è indice di qualità e integrità. 

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Sia che si parli di prodotti di nicchia che di multinazionali conosciute in tutto il mondo, la cosa migliore da fare è sempre e comunque consultare le positive list. Se ne trovano molte su internet, aggiornate periodicamente da enti e organizzazioni specializzate e affidabili al 100%. PETA (People for the Ethical Treatment of Animal) è l’organizzazione più grande e conosciuta. Sul sito web potete trovare informazioni dettagliate sulle aziende “pulite”, su quelle che ancora testano (da qualche parte nel mondo) e su quelle in fase di transizione. Uno strumento facile da utilizzare è l’app Bunny Free, attraverso cui potete cercare il nome del marchio che vi interessa e vedere a che lista appartiene. In ogni caso, i brand certificati PETA hanno sempre il logo dell’associazione sulle confezioni e sono facilmente riconoscibili.

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Insieme a PETA, altre associazione, locali e non, si muovo nella stessa direzione, svolgendo controlli e certificando i brand meritevoli. NatureWatch opera nel Regno Unito; ICEA (Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale)  e LAV (Lega Anti Vivisezione) sono le due realtà italiane di riferimento. E ancora, la Cruelty Free International è presente in vari territori e il suo simbolo di riferimento è il Leaping Bunny, che attesta l’affidabilità dei prodotti ed è un punto di riferimento utile. 

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La nostra responsabilità come consumatori è inestimable, perchè il nostro potere d’acquisto è quello che, alla fine, veramente determina l’andamento del mercato. Eliminare, per quanto possibile, i marchi ancora coinvolti nelle sperimentazioni animali è un dovere che abbiamo, che può mandare un messaggio potente ai produttori. E, siamo onesti, spesso la pigrizia è l’unico ostacolo alle nostre scelte migliori. Cerchiamo di non sottovalutare il nostro potenziale.

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