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“Strawberry Fields” editoriale

“Strawberry Fields” editoriale

Quando, all’inizio del XX secolo, si affermava la fotografia, una nuova corrente estetica e di pensiero prendeva forma. Era il surrealismo, che solo nel 1924 ha avuto un suo manifesto (ad opera di Andrè Breton) ma che affonda radici nel precedente movimento Dada e negli studi di Sigmund Freud. La coincidenza temporale ha avvicinato fotografia e surrealismo, che insieme hanno dato vita ad un movimento forte e persistente.
Unione bizzarra, a prima vista, quella tra il mezzo fotografico e la corrente surrealista. L’uno dipende intrinsecamente dalla realtà: possiamo fotografare solo ciò che esiste e la pellicola, specchio cartaceo della natura delle cose, è il risultato ultimo di luce e materia insieme. L’altro, il surrealismo, si basa sull’idea che c’è qualcosa “oltre”. Il sogno, l’inconscio, gli istinti, materiale sostanzialmente non visibile, di certo non fotografabile, di dare un senso al mondo intero.
Ciò che unisce i due è, in definitiva, la volontà di mettere in discussione l’idea canonica di punto di vista. Per i surrealisti ci sono modi diversi di interpretare il mondo perchè ci sono modi diversi di guardarlo. La macchina fotografica lo ha confermato, rendendo possibile una molteplicità di sguardi/punti di vista prima inimmaginabile. Mano a mano che ci avviciniamo la prospettiva cambia, le cose piccole diventano grandi fino a inglobare l’intero universo, se incliniamo la testa di lato anche l’orizzonte può sembrarci verticale.
Niente serve alla fotografia analogica per superare i confini del possibile. L’unico effetto speciale che ci serve è l’immaginazione di cambiare sguardo.

Preview editoriale dal numero A/I 2020/21
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Photography Aldona Karczmarczyk
Production Van Dorsen Artist
Style Kasia Łaszcz
Model Daria Zhalina c/o
Selective Management Warsaw
Hair Style, Makeup Kasia Biały

 

"more than a fashion magazine"

 

 

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