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“The Beautiful People” editoriale

“The Beautiful People” editoriale

Mentre la Moda cerca soluzioni estetiche nuove e, gradualmente, abbandona l’idea di perfezione che per anni ne ha influenzato la produzione, il dibattito culturale sul bello languisce e il pubblico si divide. Essere politicamente corretto è una moda che pare aver già stancato e anche i più benintenzionati, pur sforzandosi, faticano ad abituarsi alle campagne provocatorie di Gucci, o alle palesi deformazioni di Vetements. Individuare gli schemi mentali che ci incatenano a modelli estetici ormai antiquati è difficile. Sembrano appartenere a parti di noi troppo nascoste, inaccessibili o comunque inattaccabili, anche perchè continuamente rinforzate. Ogni giorno, su Instagram, vediamo corpi perfetti mentre i filtri ci permettono di smussare le caratteristiche più pronunciate del nostro viso e, addirittura, di modificare il colore dei nostri occhi. I giornali ci propongono metodi efficaci per avere un incarnato omogeneo, per dimagrire in tempo record, per risaltare le forme e fare una buona figura in ufficio. In televisione la cultura del bello regna sovrana e ci ricorda costantemente che una donna (poco vestita) rimane la miglior forma di spettacolo.
Alla base di questa dittatura estetica troviamo l’invadenza impunita dello sguardo, sempre e solo quello dell’uomo. E’ lui che si erge a giudice di ciò che è bello e di ciò che non lo è, basandosi esclusivamente sul suo piacere personale. Per questo la cultura popolare capisce così poco la Moda, che cerca invece di proteggere il più possibile il diritto naturale delle donne di sentirsi bene senza mostrarsi, di sentirsi belle senza modifiche e di sentirsi desiderate senza trucchi.
E se la Moda fa il suo corso e cerca di liberare la società dalle brutture della bellezza forzata, noi abbiamo il dovere di vivere da ribelli, senza mai accontentarci del posto di piacevole intrattenimento che il male gaze ci ha riservato. Come diceva una canzone degli anni ’90, impariamo a chiederci “Hey you, what do you see? Something beautiful or something free?” nella speranza che, un giorno, le due cose coincidano.

Preview editoriale dal numero A/I 2020/21
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Photography Fabrizio Martinelli
Style Federica Reali
Model Noemi Ercolani
c/o Independent Milano
Makeup, Hair Style Erica Peschiera

Patchwork silk dress with metal details Marni | Knight leggings MRZ
Top, Bra Giorgia Andreazza | Tights Emilio Cavallini | Shoes Balenciaga
Left: Knight dress, gum boots Bottega Veneta
Right: Velvet jacquard dress, Silk pants Acne Studios

 

"more than a fashion magazine"

 

 

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Marta Forgione - president, chief editor

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