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“The Factory” editoriale

“The Factory” editoriale

Preview editoriale dal numero P/E 2021
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Sostenibilità passa anche, e soprattutto, attraverso la value chain dell’industria della moda, che comprende tutti gli step produttivi dei capi e accessori che indossiamo. Con gli anni abbiamo perso interesse nei confronti della filiera produttiva, anche perchè la globalizzazione ha disperso i passaggi in giro per il mondo. Facciamo un esempio semplice: la lana merino viene prevalentemente prelevata negli allevamenti Australiani, pulita e prezzata. Viene poi spedita nel Sud Est Asiatico (tra Cina, Bangladesh e India) per essere trasformata in filo e in pezze. Arriva poi nelle fabbriche, dove le pezze vengono cucite insieme per dare vita al capo secondo richiesta. La finitura (comprensiva di bottoni ed etichette) viene spesso realizzata in altri stabilimenti ancora, in un’altra parte del mondo. Il capo finito termina il suo ciclo sugli scaffali dei negozi, più o meno un anno dopo che la materia prima (la lana delle pecore) è stata tosata. Un viaggio lunghissimo, figurativamente e non, che in pochi conoscono. Per questo motivo è essenziale gettare luce sul sistema produttivo, solo in questo modo si può ragionare in modo efficiente sulle lacune e i problemi della moda, sui danni che produce non solo all’ambiente ma anche alle persone.
The Factory è prezioso per questo perchè, in un’epoca esclusivamente concertata sul marketing e l’immagine, ci ricorda che i vestiti sono un prodotto come gli altri, frutto di idee e mani che lavorano, chissà dove e chissà in che condizioni, per rifornire l’enorme macchina della moda.

Photography Petra Vaessen
Style Richard Schreefel
Model Marlijn Hoek c/o 100% Management
Hair Style, Makeup Danine Zwets for Ellis Faas and Kevin Murphy

 

"more than a fashion magazine"

 

 

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