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Addio a Giorgio Armani: si spegne a 91 anni il Re della Moda

Addio a Giorgio Armani: si spegne a 91 anni il Re della Moda

Milano, 4 settembre 2025. “Il Signor Armani, come è sempre stato chiamato con rispetto e ammirazione da dipendenti e collaboratori, si è spento serenamente, circondato dai suoi cari. Infaticabile, ha lavorato fino agli ultimi giorni, dedicandosi all’azienda, alle collezioni, ai diversi e sempre nuovi progetti in essere e in divenire”.
Annuncia così la morte di Giorgio Armani il comunicato stampa che sottolinea la sua dedizione al lavoro e all’azienda fino agli ultimi giorni, sempre dedicato al lavoro e all’azienda.

Considerato il più grande stilista ed imprenditore della moda italiana, Armani ha fondato nel 1975 la Giorgio Armani S.p.A., partendo dalla vendita del suo Maggiolino Volkswagen. In pochi anni è passato dall’anonimato alla copertina di Time Magazine (1982), diventando simbolo della moda internazionale. L’azienda, cresciuta fino a oltre 8.000 dipendenti e 2,1 miliardi di euro di fatturato (2019), spazia oggi dall’abbigliamento a hotel, arredamento e persino dolci. Il patrimonio personale dello stilista è stato stimato in 11 miliardi di dollari.

La svolta arrivò con gli Oscar del 1978, quando Diane Keaton indossò una giacca Armani per ritirare il premio come miglior attrice, portandolo per la prima volta sul red carpet più celebre al mondo, e soprattutto con American Gigolo (1980), in cui Richard Gere indossava alla perfezione le sue giacche, offrendo al mondo un’immagine destinata a definire l’eleganza maschile degli anni ’80. A seguire Armani si consolidò come icona di stile senza tempo, fedele alla propria visione, al di là di qualsiasi tendenza passeggera. 

“La società cambia e io cambio con essa. Cerco di filtrare le mie idee attraverso la realtà quotidiana”, osservò Armani nel documentarioMade in Milan, montato da Martin Scorsese. Era il 1990, anno di uscita di “The Natural”, la sua interpretazione del tailleur a tre bottoni,caratterizzata da un’eleganza discreta, dall’uso di tessuti naturali ultra morbidi e da silhouette rilassate e destrutturate che contrastavano con la moda più rigida degli anni ’80.

Riservato e disciplinato, segnato da un’infanzia difficile nella Piacenza bombardata della guerra, Armani scelse uno stile di vita sobrio e rigoroso. Continuò a lavorare fino agli ultimi giorni, supervisionando personalmente ogni collezione.

I funerali si terranno al Teatro Armani di Milano il 6 e 7 settembre, aperti al pubblico dalle 9 alle 18.

immagine in cover: Vittorio Zunino Celotto//Getty Images

Giorgio Armani con Nikki Vonsee, al termine della sfilata A/I 2019/20.

 

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