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Paris Fashion Week: Balmain SS21

Paris Fashion Week: Balmain SS21

Balmain, anche questa volta, si è dimostrato il brand più abile nell’uso del digitale, nonostante questo mese della moda abbia portato molti esempi positivi – sicuramente di più che l’ultima stagione di luglio. Olivier Rousteing è giovane e scaltro, e questo basta a fare tutta la differenza. La sfilata è stata trasmessa su tutte le piattaforme possibili e immaginabili, LinkedIn compreso. Oltre al piccolo pubblico “reale”, c’era un lato della passerella dedicato a degli invitati digitali, cioè editor, buyers e altri nomi famosi che hanno assistito da remoto: non solo loro potevano vedere la passerella sui loro schermi, ma loro erano visti dalla passerella, dai modelli e dagli ospiti in carne ed ossa, perchè ognuno di loro compariva tramite webcam su uno schermo dedicatogli. Così, al posto di persone sedute, c’erano schermi da cui le facce degli invitati comparivano in videochiamata e si affacciavano come da finestre virtuali. Uno show nel vero senso della parola, non c’è che dire.

I 103 look della collezione sono un mix sapiente di pezzi d’archivio ed estetica moderna. Futurismo è forse la parola giusta in questo caso, perchè, soprattutto nella prima parte, i capi sono strutturati e degni di una navicella spaziale. Oltre ai colori fluo dei completi in apertura e ai top/abiti in tessuto stretch che si avvolgono al corpo dei modelli quasi fossero ragnatele, un gruppo di sei modelli selezionati ha aperto lo show con un blocco di completi grigi, sia uomo che donna. Sono classici ed eleganti ma anche ultra moderni, per le forme e le proporzioni che dialogano tra loro. 

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#BALMAINSS21 #BALMAINENSEMBLE @kortajarenajon

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L’arte di Rousteing è difficile da spiegare a parole. Vive di una forma propria, che sono appunto i vestiti, ed è quasi impossibile tradurla in un linguaggio differente. Basta guardare i look per essere assorbiti in un paesaggio di fantasia in cui, come ha sottolineato Rousteing stesso, la tecnologia gioca un grande ruolo ma sono le emozioni sincere a prevalere – quelle basate sulla vista, sul tatto e sulla pratica più vecchia al mondo, che è quella di fare vestiti e indossarli. 

Cover image courtesy: gorunway.com by Filippo Fior

 

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